Deadpool: finalmente ci siamo!

Che caruccio!

Dopo mesi e mesi di anticipazioni, trailers, spot pubblicitari, e (potrei dire sfortunatamente) articoli di giornale, è finalmente uscito nelle sale “Deadpool”, il film su… beh, Deadpool. Ma com’è questo film? Più che una recensione, il mio intento è quello di scrivere il mio pensiero su quello che ho visto. E voi mi direte “quindi è una recensione”. Ed io vi dirò “non necessariamente”, perché non voglio dare un voto, non voglio dirvi di andare a vederlo o di non andare a vederlo. Voglio solamente rendere chiaro il mio punto di vista. Non parlerò della trama, parlerò però di scelte, scelte che sono state essenziali per la realizzazione del film. E potrei fare alcuni SPOILER (almeno lo leggete), ma non credo saranno tali da rovinarvi la visione del film.

Partiamo dal dire che (come al solito) il film mi è piaciuto. Però alcune cose avrebbero potuto essere cambiate. Se troverete delle somiglianze fra questo articolo e la recensione de il Tizio Qualunque (trovate il link qui), è perché sostanzialmente la penso allo stesso modo. Il personaggio che vediamo sugli schermi è esattamente lo stesso che potremmo vedere nei fumetti. Molto diverso da quello delle origini (quando era un avversario degli X-men), rappresenta esattamente il pazzo schizofrenico nato da non troppi anni. Le gag, le battute, il citazionismo, lo sfondamento della quarta parete, insomma tutto ciò che rappresenta Deadpool, ogni minimo dettaglio è presente sul grande schermo. E la verità è che, se anche non la ritengo una cosa troppo complicata, l’impegno merita comunque un applauso per il modo così dettagliato con cui ci viene presentato.

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Dato l’applauso per aver portato finalmente, dopo undici (non scherzo) anni, il mercenario chiacchierone in una rappresentazione decente al cinema, bisogna però mettere i puntini sulle i. Puntino un po’ più importante. Avete presente la fighissima scena dell’autostrada presente nel trailer? Ecco, quella rappresenta un buon 3/5 del film. E qui mi si apre un piglio personale. Perché quello che si può dire su questa scena può essere trovato anche in tutto quanto il trailer, perché il trailer ti dice più o meno tutto ciò che succede nel film. Da un po’ di tempo a questa parte Hollywood ha preso l’iniziativa di non aumentare l’aspettativa su di un film, ma di dirti tutto quanto dentro al trailer. Il caso più eclatante secondo me è “Terminator: Genesys” dove il trailer ti presenta anche quello che dovrebbe essere il colpo di scena. Più recentemente abbiamo avuto il trailer di “Batman v Superman”.

Oltre a questo, le poche scene che non sono minimamente presenti nel trailer del film sono poca roba. Cioè, sono belle ma fini a se stesse. Ed i personaggi secondari sono trattati veramente troppo a macchietta. Colosso è l’esempio più importante (più per quel che dice che come lo dice nella versione italiana del doppiaggio). E a proposito del doppiaggio, non mi capacito di come sia ridicolo, e assassino per le mie orecchie, la voce  da “tè delle cinque” che hanno dato ad Ajax, il cattivo di turno. Su quella da “compagno” di Colosso ci passo sopra, ma qui si va veramente nel ridicolo. E poi un minimo di background? Niente?

Personaggi secondari a parte, resta comunque un ottimo lavoro di scrittura e regia, ripetendo che non ci volevano eccessivi sforzi per rendere in maniera degna Deadpool. La scena dei titoli iniziali ti fa capire subito che la marcia è quella giusta, e tanto la scena delle sedici pareti (capirete), quanto quella dopo i titoli di coda, tolgono ogni dubbio. Insomma, se lo vedrete vi divertirete, e se lo avete già visto sono quasi sicuro che vi abbia divertito. Per oggi è tutto, dal vostro amato Gerald di quartiere.

Paragrafo Bonus! Se siete arrivati fin qui, avete il mio rispetto e la mia gratitudine, quindi vi lascio una piccola chicca. Avete letto l’articolo de La Nazione del 16 febbraio sul film, che in prima pagina vantava un titolo come “Gay power” sopra l’immagine pubblicitaria del film? No? Leggetelo allora, è veramente esilerante!

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