CyanogenMod

 

Lo sviluppo di Android, è sempre stato molto frammentato.

Essendo il sistema operativo di Google Open Source, buona parte dei produttori di dispositivi sul mercato lo hanno modificato per adattarlo alle loro presunte esigenze, a volte la loro intuizione è riuscita a cambiare fortemente il mercato, ma buona parte delle volte il numero eccessivo di applicazioni indesiderate in Ram, o la modifica con funzioni male implementate hanno portato alcuni dispositivi ad un sovraccarico ingiustificato, con conseguente lentezza.

Come ogni buon sistema operativo il robottino di Google è sempre pronto ad evolversi ad ogni release, successivamente rilasciata a tutti per essere modificata o scaricata.

Screenshot_2015-06-03-19-56-47Le grandi aziende però non riescono ad aggiornare i loro dispositivi anche di punta all’ultima release del sistema in tempi brevi, soprattutto perché non vi è tempo ne denaro per modificare il codice sorgente lasciato da Google e riadattare tutte le caratteristiche precedentemente sviluppate.

E non è raro che molti dispositivi top di gamma dopo sei mesi vengano lasciati a morire dal produttore stesso, e chiunque abbia speso 700€ pretende di possedere le nuove funzioni e i nuovi benefici delle future release Android.

Big G. ha cercato di venire incontro a chi non vuole lettori di battito cardiaco ne applicazioni di dubbia utilità sul proprio dispositivo con la serie Nexus, il cui beneficio principale è l’essere dotata di Android stock, senza modifiche fatte da terze parti per un telefono incredibilmente fluido e veloce e soprattutto aggiornato sul lungo termine.

Quando però il robottino verde era ancora allo stato di prototipo, su Xda la più grande community di sviluppo online sScreenshot_2015-06-03-19-53-28i affacciò un utente con il nickname di Cyanogen, un certo Steve Kondik che partendo dal codice sorgente era riuscito a creare una propria release dotata di ottime funzionalità.

Inizialmente dubbioso del suo lavoro decise di renderlo pubblico tempo dopo, e non sapendo come chiamarlo lo battezzò con il nome con CyanogenMod.

Per la community fu amore a prima vista e ben presto la Cyano divenne un fenomeno estremamente conosciuto, partendo dal codice sorgente si venne a creare con gli anni un sistema parallelo ad Android, più fluido delle release fatte dai produttori di telefoni ma più completo di funzionalità della serie Nexus.

Dal 2013 Cyanogen è diventata una azienda vera e propria che mira entro il 2020 a strappare la leadership dello sviluppo di Android da Google.

Il sistema è particolarmente apprezzato per la sua velocità, tanto che un dispositivo oramai “vecchiotto” una volta installata la Cyano resuscita letteralmente e può avere un supporto per altri 3-4 anni (tutto dipende dall’interessamento della comuunity per quel dispositivo ndr).Screenshot_2015-06-11-15-12-33

La lista dei telefoni supportati è lunghissima, e quella dei supportati in maniera non ufficiale è sconfinata, grazie a persone che partendo dal codice sorgente della Cyanogenmod riescono ad adattarla ad altre centinaia di telefoni.

Gli aggiornamenti inoltre sono velocissimi e capita non con poca rarità che CyanogenMod, arrivi prima delle release per i Nexus che ricordiamo essere direttamente sotto l’ala di Google.

A fine 2014 l’azienda si è spaccata in due, CyanogenOS di cui vedete gli screen e Cyanogenmod, la primScreenshot_2015-06-03-19-54-01a punta a togliere Android a Google, mentre la seconda si limita ad essere la grandissima Community che è sempre stata, le funzioni tra le due Build rimangono inalterate, OS però possiede un lato estetico più gradevole ma è disponibile solo per determinati telefoni (come il mio one plus one).

L’installazione rimane sempre il più grosso scoglio per avvicinarsi al mondo del modding per i telefoni, ma con il passare degli anni installare la Cyano e tutte le altre Rom basate su essa, diventa sempre più intuitivo e facile.

Vi assicuro che funzioni come il Theme Engine che permette la modifica e l’applicazione di temi che vanno a cambiare il lato estetico pesantemente fino alla boot animation e la personalizzazione estrema su ogni fronte giustifica pienamente il rischio.

Poter personalizzare qualunque aspetto di un oggetto che tutto sommato oramai è considerabile come un’estensione del nostro corpo, seppur inizialmente possa essere visto come dispersivo e difficile da padroneggiare, alla fine dei giochi si traduce in una qualità irrinunciabile.

Ci da fastidio il led di notifica bene, possiamo disattivarlo o cambiarne il colore in base ogni singola applicazione (sempre che sul telefono vi sia il led multicolore), possiamo cambiare le animazioni al nostro dispositivo se vogliamo, e persino modificare i tile nella tendina delle notifiche.

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Persino modificare la temperatura dei colori dello schermo manualmente è un’opzione.

CyanogenMod si presenta come una valida alternativa da installare sul proprio telefono, in grado di offrire funzionalità realmente utili ed un dispositivo perennemente veloce e reattivo, l’instabilità di alcune Rom su determinati dispositivi e la difficoltà iniziale per l’installazione potrebbe spaventare qualcuno, ma sono il prezzo da pagare per una serie di caratteristiche di cui difficilmente farete meno.

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