Confronto libro-film: Storia di una ladra di libri

the-book-thief-df-09584_r_crop_rgb

*** QUESTO ARTICOLO CONTIENE SPOILER***

Quante volte si sente dire dai lettori che ingenuamente (molto ingenuamente) provano a guardare la trasposizione cinematografica del libro appena letto: “il libro è moltoo meglio del film!” oppure “Ma come?! Non è così che va nel libro!” ? Tante. E stavolta mi unisco a loro. Sapete che la vostra Juliet si occupa principalmente di recensioni cinematografiche ma oggi voglio provare a fare un confronto tra libro e film. Quale? “Storia di una ladra di libri” scritto nel 2005 da Markus Zusak; il film (2013) è diretto da Brian Percival ed è interpretato da Sophie Nélisse (Liesel), Geoffrey Rush (Hans) e Emily Watson (Rosa). Ma vediamo in breve la trama del LIBRO (chissà perché questa differenza):

GENNAIO 1939, Germania nazista. Liesel Meminger, una bambina di nove anni, suo fratello e la madre sono in viaggio su un treno diretti alla Himmelstrasse, una via di Molching (vicino Monaco) dove si trova la famiglia adottiva per i due bambini. Il fratellino muore. La madre e la bambina decidono di improvvisare un funerale a cui sono presenti loro, il prete e due becchini ed a uno di quest’ultimi cade un libro: il “Manuale del necroforo, guida in dodici lezioni per il perfetto necroforo, pubblicato dall’Associazione Cimiteriale Bavarese”. Il primo libro rubato. Liesel raccoglie il libro che giace solo sulla neve bianca. Non è una bambina abile nel parlare, nel leggere e neanche nello scrivere perché ha frequentato poco la scuola, ma si sente subito attratta da quell’oggetto particolare. La ragazzina e la madre finiscono il viaggio e la bambina viene condotta in macchina da Monaco alla Himmelstrasse senza la madre che ha dovuto salutare per l’ultima volta. Giunta nella Himmelstrasse Liesel conosce i genitori adottivi, Hans e Rosa Hubermann. Il primo è un uomo dolce che ha combattuto nella Prima Guerra Mondiale ed è sfuggito alla morte grazie alla sua “abilità” nella scrittura. La seconda è una donna pratica, regala poche smancerie ed insulta chiunque le si presenti davanti, ma, all’atto pratico, è una delle persone su cui si può contare di più. Nella cittadina Liesel conosce anche Rudy, un bambino dai capelli “color limone” che cerca di far ambientare la ragazza e che diventa il suo migliore amico, nonché primo amore. Ogni giorno Liesel cerca di combattere con la mancanza della madre, il dolore per la morte del fratellino e gli incubi che per questi motivi la perseguitano ogni notte. Liesel ha infatti difficoltà a dormire così, durante le ore notturne, Hans le insegna a leggere ed insieme scoprono i segreti del “Manuale del necroforo”. In un secondo momento usano anche la cantina per scrivere le parole sulle pareti. Liesel non si trova molto bene a scuola, sia per le sue difficoltà sia perché le insegnanti tendono a punirla spesso. La Guerra è iniziata, la gioventù Hitleriana anche ed i roghi di libri pure. Le persecuzioni sono cominciate da tempo, molti ebrei cercano di scampare alla morte ed Hans Hubermann deve mantenere una promessa per rispettare il ricordo dell’amico che gli ha salvato la vita…

??????????????????????????

Ok, smetto sennò vi rovino tutto, il riassunto di questo libro verrebbe lungo quanto lo stesso perché è molto denso di particolari ed avvenimenti.

Ingenuamente mi son detta: “Hai letto il libro, ora guarda il film”. Iniziamo dal principio. Il film si apre con il viaggio sul treno durante il quale il bambino muore ed il modo in cui succede è sbagliato, primo minuto di film primo errore. Poco dopo ci riprovano e compare la prima data: “febbraio 1938”. What?! A me pareva Gennaio 1939 ma non importa, tralasciamo. Incontro con Rosa Hubermann che nel film, interpretata da una fantastica Emily Watson, usa, per insultare ogni cosa vivente e non, SOLO l’aggettivo “furfante”. Furfante?! Ma stiamo parlando di Rosa Hubermann! Non di una suora a cui un bambino ha mangiato le fragole dell’orto! Il respiro inizia a farsi più affannato, ma decido di continuare a vedere il film. Capite che potrei andare avanti per ore a elencare tutte le inesattezze ma vi annoierei tantissimo e soprattutto mi verrebbe male alle dita a furia di digitare. Mi limiterò a scriverne un’altra eclatante. Hans Hubermann è un uomo “umano”, non riesce a veder soffrire tanti ebrei che gli sfilano davanti chiedendo aiuto e a rimanere con le mani in mano. Appena vede un signore anziano cadere ripetutamente gli porge un tozzo di pane ed immediatamente viene frustato dalle guardie naziste. Capisce che verrà segnalato e punito per ciò che ha fatto: aiutare un ebreo. E così è, verrà arruolato nell’esercito dove dovrà svolgere dei compiti tra i più pericolosi, fa parte della punizione. Nel film si vede che Hans cerca di aiutare un negoziante ebreo che conosceva garantendo per lui, riceve una spinta e poi, dopo la disperazione, la chiamata dall’esercito ma non si sa né che fa né dove va. Nella parte finale vi è un ulteriore ENORME sbaglio su come muore un personaggio (non sarò certo io a dirvi quale) e molti dettagli sono tralasciati. I problemi veri e propri del film non sono solo le incongruenze con il libro, ma anche il fatto che gli avvenimenti non siano spiegati e che non sia rispettato il loro ordine originale. Il padre di Rudy parte per la guerra, ma perché? C’è un motivo preciso, simile a quello di Hans: si è ribellato (per sapere a cosa vi leggete il libro, è inutile che guardiate il film). Rudy non si permette di certo di guardare il diario di Liesel (come si vede nel film) ma è lei a raccontargli il segreto che ha dovuto tener nascosto. E poi… ditemi cosa c’entra “L’uomo invisibile” di H.G.Wells?! Nel film Liesel trova questo libro superstite dopo il rogo; nel libro il manoscritto è “Un’alzata di spalle”, ma pff, suvvia, è solo un dettaglio…

_MG_6612April 03, 2013.cr2

Dopo questi commenti da lettrice fanatica e esigente passiamo al lato tecnico del film e devo dire che, sotto questo punto di vista, non è male.. Gli attori sono fantastici anche se i più piccoli devono ovviamente perfezionare la tecnica. La musica, composta da John Williams (mica un nome a caso- “Lo Squalo”, “Guerre Stellari”, “Harry Potter e la pietra filosofale”)  è molto particolare ed interessante (infatti è stata nominata agli Oscar). Scenografie e costumi sono perfetti e riportano meravigliosamente il periodo della Seconda Guerra Mondiale.

hans hubermann

Che dire però.. Leggete il romanzo che è veramente stupendo. Questo regala un magnifico quadro della condizione tedesca al tempo della guerra. Un vivere di stenti (come la gran parte dei paesi) e sotto un regime che alcuni sentivano soffocante fino al limite dello stremo. Si sottolinea anche i molteplici diversi comportamenti dei tedeschi: vi era una parte di nazisti convinti, di coloro che lo erano per convenienza e di quelli che soffrivano perché ridotti ad affermare frasi fatte e compiere azioni in cui non si riconoscevano (vedi Hans Hubermann). Markus Zusak adotta poi uno stile brillante e fortemente evocativo. Usa metafore e particolari accostamenti di sostantivo-verbo che lasciano ampio spazio alla fantasia: per esempio è molto interessante l’espressione in cui lo scrittore dice che la fisarmonica (di Hans) respirava. Spero riusciate anche voi ad abbandonarvi a questa stupenda lettura che vi farà emozionare ad ogni pagina, specialmente alla fine…

CITAZIONE (dal libro): “Se soltanto avesse potuto abbandonarsi di nuovo, riprovare tanto affetto senza riconoscerlo, scambiandolo per una risata e pane con appena un velo di marmellata spalmato sopra. Fu il periodo più bello della sua vita. Tuttavia c’erano sempre i bombardamenti a tappeto.”

P.S.: Il narratore, interno ed onnisciente, è molto molto particolare. Alcuni si sono sentiti più tranquilli nei suoi confronti dopo la lettura di questo romanzo.

 

 

Condividi su