Come dio comanda.

come-dio-comandaCi sono molteplici punti di vista a questo mondo, molti sono talmente lontani dalla nostra visione della vita che ci viene impossibile anche solo immaginare di metterci nei panni di chi vive situazioni così lontane dalla nostra normalità.

Questo è quello che ci viene proposto in “Come dio comanda” libro del 2006 scritto da Niccolò Ammaniti, edito da Mondadori  e vincitore del premio Strega nel 2007, un libro che racconta un breve spezzone della vita di Rino e Cristiano Zena, rispettivamente padre e figlio.

Rino è un padre particolare, cresciuto secondo le sue regole basate sul sistema del  “il più forte comanda”, ma con una sua morale e con delle sue leggi; razzista e violento questo genitore cerca di educare suo figlio, Cristiano, al mondo un ragazzo magro e forse troppo sensibile per le aspettative di suo padre, egli infatti  cerca di forgiarlo a sua immagine e somiglianza inculcandogli non solo le sue idee, ma anche la sua mentalità. Durante la storia conosceremo gli unici due compagni di Rino cioè  Corrado Rumitz detto Quattro formaggi, amico fin dai tempi dell orfanotrofio che è sempre stato difeso e protetto da Rino, poiché considerato pazzo dalle altre persone e quindi maltrattato per questo; il secondo è Danilo Aprea, un ubriacone che tenta di convivere con un triste passato che lo perseguita. La storia parlerà di come queste quattro persone cercheranno di cambiare il loro mondo attraverso un semplice piano, rapinare un Bancomat, ma qualcosa per la sera designata andrà storto e tutto cambierà nelle loro vite. Assisteremo ad alcuni episodi della vita del giovane, infatti il testo si apre con il padre che obbliga il figlio, in pieno inverno e a tarda notte, di andare a spare al cane da guardia di un magazzino che non lo lascia dormire, giusto per introdurci in maniera cruda a ciò che ci aspetta, questi infatti sono gli episodi della normalità di Cristiano, che imparando dal padre inizia ad affrontare ogni suo sentimento, ogni situazione di tensione in modo violento.

Niccolò Ammaniti.

Questo squarcio di mondo viene raccontato in modo così vivido e chiaro che ogni cosa acquisisce un senso e che riusciamo quasi a comprendere il punto di vista del padre e del ragazzo che lottano contro il mondo per rimanere uniti, non a giustificare ciò che fanno ma a capire perché le cose accadono in certo modo, mettendoci nei panni di chi, avendo ricevuto un certo livello d’istruzione e avendo dovuto per tutta la vita scontrarsi con il mondo esterno, è cresciuto con delle sue convinzioni e un suo modo di vedere ciò che lo circonda. Riusciremo a vedere cosa si nasconde dietro ai gesti brutali di questo padre, il passato che circonda la vita di queste persone verrà sviscerato, fantasmi e rimorsi annessi, andando quindi a metterci nei loro panni, comprendendo le scelte passate e future che li hanno portati ad essere ciò che sono. Tutto ciò è stato la reale potenza del libro, il fatto di riuscire a descrivere la realtà senza mezzi termini senza addolcirla o renderla troppo amara capiremo infatti cosa si nasconde dietro i gesti violenti di questo genitore che deve allevare il figlio, vedremo l’amore che prova per Cristiano  e anche la paura di vederlo fallire, di vederlo abbattersi a terra sconfitto da ciò che lo aspetta fuori, che lo rendono così intransigente e pieno d’aspettative nei suo confronti e secondo la sua scala di valori.

In definitiva consiglio a tutti di recuperare questo libro, anche se so che non serve che lo dica io, ma questo è un esempio fantastico di come la scrittura italiana abbia ancora tanto da dare al mondo della letteratura. Se vi è piaciuto l’articolo vi ricordo di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People, ci vediamo alla prossima. Buon weekend.

 

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