A Christmas Carol: che il Natale abbia inizio!

a christmas carol

Buon venerdì pomeriggio a tutti! Fin’ora vi ho sempre recensito un film a settimana a seconda del mio umore del giorno, delle mie preferenze o in base a ciò che avevo mangiato a pranzo o i vestiti che avevo indossato la mattina. Adesso però siamo in un periodo dell’anno particolare; per chi non se ne fosse accorto e pensasse che le lucine per le città siano solo un modo fantasioso per modernizzare la segnaletica stradale, è Natale! Ed è il mio periodo dell’anno preferito! *respiro affannoso per un’euforica contentezza*.

Per questo motivo oggi vi recensisco un film a tema natalizio: A Christmas Carol (2009) di Robert Zemeckis con un camaleontico Jim Carrey, Colin Firth e Gary Oldman. Ma vediamo in breve la trama di questo celebre racconto scritto dall’altrettanto famoso autore, Charles Dickens.

E’ la Vigilia di Natale dell’anno 1843 a Londra. Ebenezer Scrooge è ormai un vecchio tormentato dal desiderio dell’avida ricchezza e del possesso materiale a scapito di ogni interazione umana o gesto di gentilezza. La sua visiona del mondo è solo cupa, cinica e solitaria ma soprattutto il finanziare (mestiere che si addice alla sua indole) odia il Natale e la gioia delle persone che ne consegue. Proprio la sera della Vigilia giungono nel suo ufficio due uomini che chiedono dei finanziamenti per sussidi per i più bisognosi e Scrooge si rifiuta ricordando l’esistenza di istituzioni di reclusione e aiuto estreme quali per esempio carceri o manicomi. La sera stessa il vecchio torna a casa. La notte di Natale di sette anni prima era morto il suo socio in affari, un uomo, che come lui, non vedeva altro che il profitto in ogni cosa. Ed è così che lo spirito del collega defunto fa visita a Scrooge. Marley, il socio, ha un aspetto che mostra i supplizi dello sconto di pena che deve subire nell’oltretomba per le gravi mancanze che ha avuto in vita; porta catene con enormi pesi alle estremità che sono più pesanti (e le catene più massicce) a seconda della gravità di ciò che il morto ha commesso in vita. Ebenezer è avvisato di star andando incontro alla stessa sorte almeno che non si renda conto degli errori e cambi drasticamente il suo comportamento. Per fare sì che questo avvenga il finanziere riceverà, la stessa notte, la visita di tre spiriti che cercheranno di riportarlo sulla via giusta: lo Spirito del Natale Passato, del Natale Presente e del Natale Futuro.

scrooge

Il messaggio dell’opera è formidabile. La storia è emozionante. E’ un caloroso invito ad abbracciare la compassione, l’empatia, la disponibilità verso gli altri, la bontà e il culto della gioia. Il Natale è semplicemente il simbolo di tutte queste doti poiché, culturalmente parlando, questa festa le prevede tutte. Ebenezer Scrooge è l’incarnazione della perdita della retta via e la corruzione del denaro che creano un infinito meccanismo distruttivo che si autoalimenta i una persona come potrebbe essere il nostro protagonista. Gli Spiriti ricordano a Scrooge ciò che, purtroppo, ha passato e lo ha addolorato, le conseguenze che questo dolore e la smania di denaro hanno portato, che si ripercuotono nel suo presente e influenzeranno il suo futuro. Una vita senza amore e gioia è un’esistenza condannata ad essere vissuta in solitudine e questa è una delle paure maggiori di ogni essere umano, anche Scrooge che, oltre a questo, capisce quanto sia gratificante la disponibilità verso gli altri. Ovviamente nel racconto e nel film è molto presente il tema religioso e spirituale con citazioni (“Alzati e cammina con me”), frasi (“Dio ci benedica!”), la velata ricerca della Provvidenza Divina e soprattutto il richiamo all’oltretomba. Le pene da scontare per i peccati commessi in vita sono un evidente riferimento e richiamo alla mentalità ottocentesca. Gli Spiriti portano una morale molto saggia ma soprattutto che ben riconduce al comportamento che allora era richiesto ad un buon cristiano.

Ed ora, gli aspetti più “tecnici”. Il film è girato in motion capture, tecnica usata dal regista anche in “Polar Express”e “La leggenda di Beowulf”. Questa tecnica cinematografica prevede la registrazione del movimento dei veri attori, attraverso delle tute che non usano né telecamere né emettitori, che poi viene convertito in animazione. Jim Carrey ha chiesto di interpretare ben quattro personaggi: Scrooge e i tre fantasmi. Un’incredibile dimostrazione dell’entusiasmo che i professionisti mettono nel loro lavoro. Da citare la colonna sonora, composta da Alan Silvestri, che regala l’atmosfera natalizia impreziosita dalla voce di Andrea Bocelli.

Buon attesa del Natale!

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