C’è acqua su Marte

marteLujendra Ojha, ha la barba lunga,sopracciglia incolte,porta un cappello con la visiera al contrario,direi un portamento piuttosto trasandato ma anche con un certo alone di mistero; poco più di cento anni fa Cesare Lombroso affermava la compatibilità tra tendenze criminali e caratteristiche anatomiche, bhè DIREI CHE SI SBAGLIAVA !!

Ojha è lo studente nepalese che ha dato l’imput concreto per avviare ricerche sulla presenza di acqua su Marte. Lo definisce il “MIGLIOR incidente della sua vita”, la scoperta, durante una ricerca privata, di solchi sulla superficie del pianeta visibili solamente in certe stagioni; ipotizzò che essi fossero prodotti dal passaggio dell’acqua che si congelava e si scioglieva nei diversi  periodi dell’anno. Gli studi di Ojha compiuti mentre frequentava l’università dell’Arizona sono oggi confermati dal Crism, uno strumento di rilevamento minerale specifico per Marte.

Infatti la scoperta non deriva dal rover Curiosity operativo sulla superficie marziana, ma dalle rilevazioni spettroscopiche effettuate dalla sonda Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) che orbita Marte dal 2006. Della strumentazione della sonda fa parte anche Crism(Compact Reconnaissance Imaging Spectrometers for Mars) il suddetto spettrometro che opera tra i 400 nm e 4050 nm di frequenza e con un potere risolutivo da 18m a 300km.

Quei solchi individuati da Ojha  oggi hanno un nome scientifico: recurring slope lineae” o RSL (pendii lineari ricorrenti).

Il noto enigma della presenza o meno di vita su Marte comincia il suo percorso proprio dalla scoperta di acqua sul pianeta.Lo stesso Lujendra Ojha, del Georgia Insitute of Technology di Atlanta (Usa) : per l’importanza dello studio (pubblicato su Nature Guoscience) è entrao nella comunità scientifica pur giovanissimo.

Grazie a studi di spettrografia, lo studio specifico di immagini rappresentanti lingue scure che fuoriescono dalle colline marziane, ha dimostrato la presenza di acqua salata su Marte. sali che portano la temperatura di liquefazione anche a -190°, ecco perché l’acqua a seconda delle stagioni la possiamo trovare sotto forma di vapore o di ghiaccio. Per spiegare il ghiaccio equatoriale si è avanzata l’ipotesi che lì vi possano essere vere e proprie falde acquifere che con l’aumentare della temperatura producano degli sbuffi, come geyser.

Scordiamoci la presenza di laghi e fiumi, perché la presenza di bassa pressione fa evaporare facilmente l’acqua ma sapere che c’è acqua e,meglio ancora,falde acquifere è una notizia di importanza mondiale e soprattutto che può essere il punto di inizio per un bene sociale presente nell’immaginario futuro.

Non possono esserci fiumi o laghi, perché la bassa pressione dell’atmosfera marziana la fa evaporare appena in superficie, ma sapere che c’è ghiaccio e, meglio ancora, falde acquifere, è un bel punto di partenza per la prima base umana sul Pianeta Rosso.

fonti: crism web site, focus.it

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