Cannibal Holocaust – Chi sono i cannibali?

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In questi giorni nelle sale esce il nuovo film di Eli Roth ovvero The Green Inferno, un cannibal movie ma il titolo è un omaggio a un cult degli anni 80 diretto da Ruggero Deodato ovvero Cannibal Holocaust, famoso per essere uno dei film più crudi che il cinema abbia mai partorito. Oggi voglio parlare proprio di quest’ultimo avendo fatto la storia del cinema e rivoluzionato un genere.

In questo articolo farò spoiler sul film, se ancora non lo avete visto non proseguite per non rovinarvi la visione.

La trama gira intorno a 4 reporter partiti alla volta dell’Amazzonia per un documentario sulle tribù cannibali presenti in quel luogo ma dopo ben 6 mesi, di loro non si ha più notizia; un professore decide, allora, di partire con una spedizione per recuperare i 4. Arrivati a destinazione scoprono che i ragazzi sono tutti morti e di loro sono rimasti soltanto i filmati della cinepresa che, una volta tornati a New York, verranno visionati scoprendo la terribile verità.

Pellicola molto criticata all’epoca per la presenza di grande violenza e per essere davvero molto ma molto reale rispetto agli standard di quel periodo; un significato molto profondo, però, si nasconde al suo interno, una dura critica sociale. Il mondo critica i popoli primitivi per essere dei barbari, per praticare il cannibalismo e per essere crudeli ma l’uomo moderno invece com’è? E’ puro? E’ casto? E’ giusto? Niente di tutto questo,  ecco cosa insegna il film; nel mondo vi è un equilibrio che va rispettato, le tribù hanno dei riti che per loro sono sacri anche se non propriamente accettabili ma sono usanze che vengono fatte tra di loro e non hanno paura di accogliere forestieri che si dimostrano gentili nei loro confronti, questo fa parte dell’essere umano: “Se tu sei gentile con me, io lo sono con te” ecco qual è la loro regola con gli sconosciuti ma questa regola dev’essere rispettata da entrambe le parti, questo manca.

I reporter dimostrano di essere peggio dei barbari, sono crudeli, assassini, bruciano un intero villaggio per un loro tornaconto personale, stuprano una povera ragazza indigena e come se non bastasse la impalano uccidendola, uccidono indigeni  innocenti credendo di essere superiori ma come ben si sa, la natura si ribella sempre; dimostratisi 4 assassini gli indigeni si prendono la loro rivincita uccidendoli tutti e 4 brutalmente e nel peggiore dei modi. Dopo aver visionato tutto questo, il professore si pone una giusto domanda “Mi sto chiedendo chi siano i veri cannibali” una frase che racchiude tutta l’essenza del film.

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Con quel l’ultima frase Deodato fa trasparire il vero obiettivo di tale pellicola in modo chiaro e conciso cercando di far riflettere lo spettatore, non basta essere civilizzati per venire definiti tale perché anche un indigeno può dimostrarsi più umano e quindi più civili nonostante viva in condizioni diverse.

Molto scalpore viene dato per l’uccisione di veri animali durante le riprese come la famosa scena della tartaruga che viene letteralmente aperta, il maialino ucciso con un fucile o la scimmietta a cui viene tagliata la testa, tutte scene autentiche, nessun pupazzo ma animali veri; tutto ciò viene fatto per rendere il film ancora più reale ma francamente, si poteva evitare. Ammetto di non essere un animalista e qui, scusate se lo faccio, parlo in modo soggettivo, apprezzo la dedizione del regista ma uccidere veri animali sul set di un film ovvero su set di qualcosa di finto si sarebbe dovuto evitare; è vero, rende di più in questo modo e visto tutto insieme non fa neanche molto effetto però, per gusto personale, avrei evitato.

La parte tecnica è molto ben curata, la regia è impeccabile con riprese fatte per rendere il tutto più pesante possibile, cercando di far vedere le torture inflitte nel migliore dei modi e l’invecchiamento della pellicola nelle riprese dei reporter è un tocco degno di nota e ciò che più salta all’occhio è la grande cura messa nelle riprese dei reporter utilizzando la tecnica del falso documentario per la prima volta sul grande schermo rendendo il tutto più credibile agli occhi degli telespettatori.

Gli effetti speciali non sono molti ma quelli che ci sono, sono fatti con cura e ben strutturati per non apparire finti; la colonna sonora è ben messa, alcune scene diventano inquietanti e alcune difficilmente sopportabili proprio grazie alla musica di sottofondo che fa il suo dovere in modo egregio.

Gli attori danno una prova ben al di sopra della sufficienza anche se si potrebbe fare di meglio, specialmente per la parte del professore mentre le scene con i 4 reporter sono ben interpretati e rendono bene.

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In conclusione è un film visivamente scioccante, mostra la crudeltà del genere umano nella sua forma peggiore, rende le persone consapevoli di cosa sono veramente capaci e che i cosiddetti primitivi sono alla fine molto più civili di noi, molto più cordiali e amichevoli, insomma, una dura critica alla società; cosa curiosa è l’attualità di questa pellicola.

 

 

 

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