Blacksad: da qualche parte tra le ombre

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Una New York degli anni Cinquanta popolata da personaggi antropomorfi, un detective granitico e l’omicidio di una vecchia fiamma: con queste premesse inizia il primo capitolo di “Blacksad: da qualche parte tra le ombre” sceneggiato da Juan Diaz Canales e disegnato da Juanjo Guarnido, edito da Rizzoli Lizard nel 2000.

John Blacksad si ritrova a dover rivangare il passato alla ricerca d’indizi per risolvere un omicidio che rischia di rimanere irrisolto a causa della mancanza di una pista vera e propria. Gli tocca così usare i suoi metodi poco convenzionali, facendosi largo tra la feccia che popola questa New York così variegata – potremmo dire che un gatto dal pelo nero e dall’animo bianco si ritrova nella giungla a caccia della giustizia che una vittima merita.

Tutta l’opera colpisce visivamente, i disegni ed i colori rendono magistralmente ogni parte della storia, dai momenti più tristi e violenti a quelli più felici, riuscendo a farci sentire sulla pelle il peso di certe atmosfere, come quella fumosa di un bar o di un cimitero di notte. Questo mondo antropomorfo ha il pregio di delineare perfettamente le caratteristiche di un personaggio prima ancora che questo parli; avviene inconsciamente un’associazione d’idee, legata all’animale, grazie a cui nella nostra mente si delinea l’immagine di come quel personaggio potrebbe agire. Un esempio calzante è il commissario Smirnov, rappresentato come un pastore tedesco, che colleghiamo immediatamente all’idea di uomo dalla forte integrità morale e dalla fedeltà estrema nei confronti della giustizia, ma anche lo stesso John, disegnato come un gatto, è l’incarnazione dell’indipendenza, poiché non sempre rispetta le regole, anzi: la gran parte delle volte le aggira per raggiungere il suo fine.

Blacksad è una perla nel suo genere e ha tutte le carte in regola per rimanere nella memoria di qualsiasi lettore. Un racconto ad episodi, tutti autoconclusivi, che narrano le vicende di chi cerca d’affrontare il vero crimine, non è un giallo edulcorato, ma risulta senza filtri raccontando la situazione nella sua interezza senza tralasciare niente (per questo viene facilmente collegato al genere giallo “hardboiled” e al cinema noir).

Per quanto riguarda le mie impressioni e le mie aspettative, ammetto che le ha superate tutte ampiamente: fremo già dalla voglia di recuperare gli altri quattro volumi già usciti, poiché mi aspettavo (e mi ci sono trovato davanti) esattamente un’opera matura – penso che chiunque abbia letto Blacksad ne darà un giudizio positivo, ed appunto per questo sarebbe interessante avere anche le vostre opinioni in merito!  Detto questo non mi resta che augurarvi una buona domenica e ricordarvi di lasciare un mi piace alla pagina Very Nerd People per rimanere sempre aggiornati sulle uscite degli articoli!

 

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