Benvenuti al Crazy Zoo!

 

Ultimamente si è parlato molto della nuova serie giapponese “Boku no Hero Academia” (My Hero Academia) di Kohei Horikoshi. Ma forse non tutti sanno che lo stesso autore nel 2010 aveva già pubblicato un’altra serie, arrivata anche in Italia ma passata in sordina, dal titolo “Crazy Zoo”.  Si tratta di una serie abbastanza breve (37 capitoli raccolti in 5 volumi) ironica e demenziale, dove le situazioni più assurde sono all’ordine del giorno. Ma partiamo dall’inizio.

Hana Aoi è una ragazzina di 16 anni timida, insicura e parecchio imbranata: non si è mai trovata bene insieme ai suoi compagni di scuola, che la prendono in giro, per questo ha sempre preferito gli animali agli uomini, ne è una grande esperta e il suo sogno è trovare un lavoro che possa avvicinarla ad essi. Per questo quando legge di uno zoo che sta cercando un guardiano decide subito di approfittarne e provare a fare richiesta per un lavoro estivo. La cosa strana è che di questo zoo non ha mai sentito parlare nessuno, quando arriva, Hana si accorge che ha un aspetto decadente e che non c’è neanche un visitatore…

Anche il direttore, Shina, è un tipo strambo, sembra un uomo ma… ha la testa da coniglio! E riesce a trasformare gli animali in creature antropomorfe grazie al fumo che gli esce dalla bocca. Hana si trova all’improvviso catapultata in questo mondo impossibile e non riesce a credere ai suoi occhi, vorrebbe scappare ma quel pazzo del direttore la trattiene e le spiega la sua storia.

Da piccolo Shina era un bambino pestifero che trattava male gli animali, così un demone lo trasformò in un essere metà uomo e metà coniglio, dicendogli che avrebbe riacquistato la sua forma umana se fosse riuscito a prendersi cura degli animali e creare uno zoo grande e famoso. Ma Shina anche se è cresciuto è rimasto infantile e casinista, vuole solo divertirsi e trascura gli animali e lo zoo, ha bisogno di una persona come Hana per crescere e migliorarsi. Così la ragazza si fa trascinare in questa avventura e grazie al contributo di tutti, tenterà di far diventare il “Crazy Zoo” un posto bellissimo, per far tornare Shina un essere umano.

Trattandosi di uno shonen, non mancano scontri e combattimenti, sia perché Shina non perde occasione per fare a botte con chiunque (anche solo per giocare), sia perché i protagonisti si imbattono più volte in vari nemici, capitanati da altre persone “maledette”. La cosa interessante di questi scontri è che si fondano sulle vere abilità naturali degli animali, come la velocità del ghepardo o la termolocalizzazione del serpente, e sui loro punti deboli.

Il character design dei personaggi è molto interessante, alcuni hanno una vera e propria forma umana, con qualche particolare che richiamala loro natura “animalesca” mentre altri sono animali antropomorfi, hanno una struttura umana ma mantengono fattezze da animali.

Essendo una serie d’esordio si sente che non è precisa in tutti i punti, spesso rischia di cadere nel ripetitivo, non approfondisce fino in fondo tutti i personaggi, lo stesso autore afferma di averla disegnata “come gli pareva, senza avere un’idea della fine”. In ogni caso si tratta comunque di un’opera piacevole, ideale se cercate una lettura leggera e soprattutto una storia sconclusionata con personaggi assurdi ed umorismo demenziale!

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Koda

Sono una super appassionata (ed esperta) di animazione, amo la filosofia dei cartoni animati, dagli anime ai cartoon americani fino ad arrivare alla mia adorata Disney, per me uno stile di vita. Accanita divoratrice di fumetti e libri classici.