Band profile: Panic! at the disco

Quando Las Vegas non è una meta ma un punto di partenza!

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E chi poteva mai immaginarselo che un gruppo nato nel 21°secolo, che iniziò con una chitarra ed una batteria a cimentarsi nelle cover dei Blink-182 potesse creare un tale gruppo di fan? Ebbene sì, e solo i Panic! at the disco potevano riuscirci!

Sarà per il sound unico, creato dal miscuglio di vari generi musicali come il pop punk e la musica elettronica, o forse per un altro dei loro punti forti, cioè i video musicali, creati con cura ed ingegno. Sta di fatto che la band nelle attuali condizioni, e dopo il rilascio del loro ultimo album Too weird to live, too rare to die!, sembra non avere ancora uno stile fisso, mentre riprende sempre molteplici elementi, e rimane al centro di dibattiti su un vero e proprio genere musicale. Ciò è stato, ed è ancora, uno dei dilemmi di tale band, che è stato presente sin dai loro inizi nell’ormai lontano 2005. La band inizialmente era formata, come detto in precedenza, da un chitarrista e un batterista, rispettivamente Ryan Ross e Spencer Smith. I due suonarono sino ai tredici anni in vari gruppi, per poi decidere che era l’ora di attivarsi e creare una band tutta loro. Per cui reclutarono Brendon Urie, voce del gruppo (E che voce!) e il bassista Brent Wilson. Per il nome i ragazzi si ispirarono, quasi sicuramente, alla canzone Panic dei Name Taken, che poi sarà presente nel loro primissimo album. Chi diede loro la spinta per farsi conoscere fu Peter Wentz dei Fall Out Boy, che rimase alquanto affascinato dalla loro musica, tanto da incontrarli personalmente, per poi dare loro un contratto con l’etichetta Fueled by ramen, che ancora oggi pubblica i loro video musicali.

Poco dopo, precisamente nel 2006, Brent Wilson abbandonò il gruppo, che, rimanendo a corto di bassista, reclutò Jon Walker. Poi il successo, legato per la sua gran parte ad una canzone, e cioè “I write sins not tragedies” ed al suo video musicale, praticamente innovativo ed originale, vincitore di premi agli MTV Video Music Awards quali “Video dell’anno” (2006) e “Video del decennio” (2011). Altre canzoni che possiamo citare sono “But is better if you do”,”Camisado” e “Build God,then we’ll talk”. La pubblicazione di Pretty Odd avvenne nel 2008, ma il gruppo lavorava all’album già dall’inizio del 2007, e nello stesso anno vennero suonate in live due canzoni nuove, e si notò subito il distacco dallo stile del precedente album. Le canzoni erano “Nine in the afternoon” e “When the day met the night”, mentre all’inizio del 2008 uscì il video di “Nine in the afternoon”, realizzato con una certa maestria, come al solito insomma.

Ma cambi di stile così elevati portavano, insieme al successo ,anche problemi: Ryan Ross e Jon Walker lasciarono il gruppo nel 2009 proprio per questo motivo, avendo avuto influenze diverse nell’ambito musicale. Nel 2011 esce l’album Vices and virtues, con in copertina i due membri seduti, gli unici rimanenti del gruppo. Uno dei video più belli della band è appunto quello di “The ballad of Mona Lisa”, contenuta come prima canzone nell’album. Ma non possiamo non citare “Hurricane”, “Let’s kill tonight” o “Sarah smiles”. Lo stile è completamente stravolto anche in questo nuovo album, Creando un’atmosfera vintage, mentre quello di Pretty Odd era più allegro, ed infatti una qualsiasi delle canzoni di quell’album potrebbe rallegrare una giornata nera! L’ultimo ad entrare nella band è stato, nel 2012, Dallon Weekes al basso. L’album più recente è Too weird to live, too rare to die! uscito nel 2013, che sembra avere uno stile fresco, già più giovanile.

Insomma, A fever you can’t sweat out si potrebbe ricollegare a Vices and virtues per quell’aura parecchio antica, però per Pretty Odd e il nuovo album non si può dire lo stesso, anzi, sembra quasi che con il tempo dapprima si siano evoluti, poi tornati sui loro passi ed infine evoluti ancora. Di conseguenza ci si potrebbe aspettare un ritorno a Vices and Virtues? Oppure un’ulteriore progressione delle doti musicali del gruppo? Solo il tempo potrà dirlo, sta di fatto che sono una delle band più influenti del nostro secolo, con uno stile fatto di poesia, un mix di grazia e aggressività, innovazione e grandi potenzialità. Non si sa se sceglieranno mai un genere fisso, non si sa cosa hanno in mente per i prossimi anni, non si sa chi se ne andrà (Spero Nessuno!) e chi arriverà, ma una sola cosa è certa: non finiranno mai di sorprenderci!

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Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.