Artist profile: Jack White

Il chitarrista dei White Stripes sembra essere ancora in attività…

John Anthony Gillis, in arte Jack White, è uno dei personaggi più amati ed al contempo discussi nel campo musicale e non.Storie d’amore, litigi e genialità hanno contraddistinto la sua carriera fino ad oggi, carriera che sembra continuare ancora oggi e, senza troppi giri di parole, con un album stupendo,uscito nel 2014 e che sembra essere stato apprezzato da tutti. Ma forse potrebbe aver fatto storcere il naso a qualcuno, chi lo sa. Ma da dove si potrebbe iniziare a parlare di lui e della sua passione?

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Beh, senza dubbio una passione così va coltivata dall’infanzia… E così è stato! Poichè i genitori lavoravano all’arcidiocesi di Detroit, lui ebbe la possibilità di entrare nel coro della chiesa e già lì dimostrò un talento non solo come musicista, ma anche come piccolo attore: a 12 anni infatti recitò nel film I delitti del rosario. A quei tempi ascoltava musica classica, ma le influenze vennero dal blues, folk e rock quando, all’età di 6 anni, prese in mano il suo primo strumento: una batteria. Essendo stato un bambino molto timido, non socializzò con i suoi compagni di scuola che erano appassionati di hip hop. Fece domanda per diventare prete, ma non andò al seminario per un semplice e futile motivo: non poteva portarci il suo amplificatore nuovo. Motivo che però ci ha regalato canzoni stupende e album da brivido.

Verso i 16 anni inizia anche a suonare la chitarra ed in seguito il pianoforte senza particolari difficoltà. Fondò anche un gruppo che solo successivamente divenne quello dei The Upholsterers. Il primo concerto fu a Detroit nel 1990 con una band chiamata Gobber & the Peas; usava lo pseudonimo Doc. Dopo lo scioglimento di tale gruppo, continuò a suonare per due anni, finchè non venne notato dai The go e insieme a loro diventa uno dei gruppi più influenti di Detroit, firmando in seguito un contratto con la Sub Pop, storica casa discografica, celebre per aver fatto emergere i Nirvana. Ma in tutto ciò Meg White è presente. La band era già stata fondata nel ’97 e un anno dopo vengono presi dalla Italy Records e iniziano a sfornare album ed esibizioni indimenticabili, per un totale di 4 album e due DVD live, sino allo scioglimento nel 2011. White non ha fatto altro che prendersi gioco della stampa sulla relazione tra lui e Meg. Diceva di essere stato sposato con lei per quattro anni, oppure che lei fosse sua sorella.

Intanto però, nel 2001, fonda la sua casa discografica: la Third Man Records (il nome deriva dal fatto che lui ha un’ossessione per il numero tre). Un episodio curioso della sua vita fu quello del 2003 insieme agli Electric Six e della canzone “Danger! High Voltage” nella quale si pensava avesse prestato la voce. Notizia che più in là si rivelo vera. Intanto ottenne anche una parte nel film Cold Mountain, dimostrando ancora una volta le sue capacità recitative. Da solista la sua carriera è stata dunque molto vasta e ricordiamo anche il duetto con Alicia Keys per la canzone “Another way to die”. Due album sono stati pubblicati da solista: Blunderbuss (2012, anticipato dal singolo “Love Interruption”) e Lazaretto (2014, anticipato dal singolo omonimo). Ultimamente ha pubblicato un altro singolo, intitolato “That Black Bat Licorice” contenente tale canzone e “Blue Light, Red Light” che compongono appunto il terzo singolo dell’ultimo album,quasi a voler completare il crchio.

Certo, si spera che il nuovo album sia almeno un’idea vicina, ma per ora bisogna solo aspettare. Intanto possiamo gustarci le melodie di Lazaretto che si è rivelato uno degli album più belli del 2014 a parere di molti, con il suo sound distinto, un miscuglio di più generi che può piacere e non, ma la tecnica resta impeccabile. Insomma, un artista che ha puntato alla musica sin da piccolo, una passione che è nata e cresciuta, e anche bene.

 

Continuerà da solista? Quasi sicuramente, ma non dimentichiamoci che fa anche parte dei The Racounters e dei The Dead Weather. Un artista va anche giudicato insieme ad un gruppo,no? Ma sembra cavarsela anche lì, reduce da un duo storico che (purtroppo) si è perso negli anni, ma che ci ha lasciato grandi perle come “Seven Nation Army” e “Blue Orchid”.

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Mitja Bichon

Nato a Pontedera il 24/08/95, attualmente vivo a Firenze. Sono il fondatore e direttore di verynerdpeople.it. Sono un grande appassionato di libri e film, tendendo ai generi horror, fantascienza e fantasy. Sono inoltre un appassionato di videogiochi openworld.

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