Apollo 13: come nasce una frase leggendaria?

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Buona sera a tutti! Questo venerdì pensavo di presentarvi uno dei film che assolutamente devono essere visti (nonostante non tutti lo conoscano). Si tratta di una pellicola che ha come protagonisti tre uomini che fecero la storia della NASA e che lasciarono col fiato sospeso milioni di persone nel lontano aprile del 1970. Sto parlando del film “Apollo 13″(1995) diretto da Ron Howard con Tom Hanks, Bill Paxton, Kevin Bacon e Gary Sinise. Vediamo in breve la trama:

Il film si apre con il ricordo del celebre atterraggio del primo uomo sulla Luna, Neil Armstrong, e il suo equipaggio dell’Apollo 11  il 20 luglio 1969. L’atmosfera è carica di gioia e fierezza, specialmente nel protagonista della storia, Jim Lovell (Tom Hanks), un rinomato astronauta della NASA che vede realizzarsi un obiettivo che solo i sogni potevano concedergli. Arriviamo al 1970 e Jim Lovell viene scelto per essere il comandante della spedizione spaziale sull’Apollo 13 che dovrà arrivare anch’esso sulla Luna. Gli altri due dell’equipaggio sono Ken Mattingly (Gary Sinise) e Fred Haise (Bill Paxton). Iniziano i preparativi, le simulazioni e l’addestramento al centro spaziale della NASA per il viaggio che li attende. Purtroppo poco prima del lancio vengono segnalati dei casi di morbillo che costringono Ken a terra poiché non ha mai contratto la malattia. Jim è costretto a scegliere un sostituto: Jack Swigert (Kevin Bacon) che fa parte dell’equipaggio di riserva. Il giorno del lancio è arrivato, l’11 aprile 1970, e i tre, nonostante l’imprevisto, sono pronti a partire. La fortuna non sembra essere dalla parte del 13 però perché si creeranno le circostanze per far pronunciare a Jim la celebre frase “Houston, abbiamo un problema.”.

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La NASA collaborò molto alla produzione del film mettendo a disposizione varie strumentazioni. Per esempio possiamo ricordare che le scene girate in assenza di gravità furono filmate in caduta parabolica su un aereo adibito all’addestramento del centro spaziale. La storia narrata è assolutamente vera, anche se sono stati aggiunti fatti successi anche prima del 1970. Il film riporta accuratamente gli avvenimenti che si svilupparono, ridando vita al celebre “fallimento di successo” denominato così poiché gli astronauti non misero mai piede sul satellite ma riuscirono a tornare a casa sani e salvi grazie al preparatissimo e competente staff che la NASA può offrire. Ironia della sorte (almeno un po’ di fortuna in qualcosa l’hanno avuta) se Ken non fosse rimasto a terra molto probabilmente i fatti si sarebbero svolti in maniera diversa.

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Dal punto di vista tecnico è veramente ben realizzato e gli effetti speciali sono molto realistici nonostante gli anni di produzione. La regia, dato che stiamo parlando di Howard, è perfetta e ci regala una magnifica ricostruzione di quelli che furono giorni di suspense per tutto il mondo e il programma spaziale in particolare. Come al solito, vi consiglio di ascoltarlo come film, la colonna sonora del grande James Horner è formidabile! Concedetevi quindi un paio d’ore da dedicare ad un tuffo nel passato che vi terrà col fiato sospeso fino alla fine.

Citazione: Swigert > Sentite, ci hanno dato troppa accelerazione, ci hanno fatto fare un’accensione troppo lunga. A questa velocità rimbalzeremo fuori dall’atmosfera e non rientreremo mai! – Haise >  Di che stai parlando? Come ci sei arrivato? – Swigert > So contare! 

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Juliet

Salve a tutti. Sono Annalisa Ballerini, una cinefila entusiasta di condividere con un pubblico la propria passione per la settima arte!