ANTEPRIMA – Total War: Attila

E’ passato solo poco più di un anno dal rilascio di quel discusso “Total War: ROME II” che la Creative Assembly torna già con un seguito. Abbiamo forgiato Roma, ora è il momento di distruggerla

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Il 2014 è stato decisamente un anno intenso per la nota azienda britannica, non solo infatti sono stati pubblicati numerosi DLC ed aggiornamenti per Rome II (alcuni dei quali apprezzati, altri decisamente meno), ma è stato rilasciato anche il primo survival horror degno del nome “Alien”. Non dimentichiamoci inoltre delle recenti beta di “Total War Battles: KINGDOM” e “Total War: Arena”.

Proprio per tutti questi progetti l’annuncio di Attila e della sua data di rilascio (che ricordiamo sarà, in teoria, il 17 febbraio) è sembrato a chiunque decisamente affrettato. Nel corso di questi ultimi mesi abbiamo però avuto modo di provare e vedere più volte il prossimo capitolo della saga Total War; ecco cosa ne pensiamo.

Diamo innanzitutto un’idea generale sul contesto storico: l’Impero Romano è diviso in Occidente ed Oriente. Mentre quello Orientale riesce a reggersi con il commercio e con la diplomazia, quello Occidentale è attaccato su tutti i fronti da orde ed orde di barbari, le casse dello stato vacillano e il malcontento si diffonde a macchia d’olio per decine di motivi.

La causa delle migrazioni barbariche però, oltre alle rigide temperature ed alla fame che queste portano, è la paura. Corrono infatti le voci di un uomo che, a capo di razziatori a cavallo e crudeli guerrieri, bruci tutto ciò che trova sulla sua strada. Attila ed i suoi spietati Unni.

Ultimi, ma non per importanza (o forse sì…), sono i Sassanidi: l’ultimo impero Persiano che domina in estremo oriente.

Bene, ora prendete di peso questa storia e trasponetela nel gioco: avete appena ottenuto una descrizione generale sulle fazioni disponibili e sulla loro situazione iniziale. Lasciate che mi spieghi meglio.

  • Franchi e Sassoni: queste due tribù barbare iniziano la loro campagna con una città a testa nel nord ovest della Germania, confinanti ed arrabbiatissime. Sono le fazioni che più si avvicinano al concetto di tribù barbara che fino a Rome II abbiamo avuto
  • Ostrogoti, Vandali ed Alani: tre fazioni barbare che iniziano nell’Europa orientale (gli Ostrogoti e gli Alani cominciano nei pressi dei confini dell’Impero Romano d’Oriente, i Vandali invece nei pressi di quelli dell’Impero Romano d’Occidente). La particolarità introdotta con queste forze è che non hanno alcun insediamento, ad inizio campagna, e sono libere di viaggiare e razziare quanto vogliono, fino a trovare una terra di loro gradimento (ammesso che ci sia).
  • Visigoti: avrei potuto benissimo metterla nel punto precedente in quanto barbarica e priva di provincie ad inizio a campagna, ma ciò che la rende unica la posizione di partenza: all’INTERNO dell’Impero Romano d’Oriente, rendendola tanto pericolosa quanto in pericolo.
  • Impero Sassanide: è l’Impero con la situazione iniziale più facile. Comincia infatti con numerose città ed altrettante satrapie, un discreto esercito ed un’ottima economia. Perfino i rapporti diplomatici sono decenti e non ci sono particolari minacce nei primi turni.
  • Impero Romano d’Oriente: incarna lo stereotipo di fratello minore favorito: è arrivato dopo, gode del favore dei parenti e soprattutto non ha tutte le grane del primogenito. Ciò che lo differenzia dal vicino (quello originario di Roma) è infatti la migliore economia ed un numero minore di nemici. Per quanto la partita cominci con i Visigoti all’interno dei propri territori, questa fazione ha decisamente meno problemi rispetto… (prossimo punto)
  • Impero Romano d’Occidente: la Creative Assembly ha definito questa fazione come “la più grande sfida mai ideata per un Total War”. Quasi sicuramente ha gonfiato la notizia solo per attirare gente e probabilmente, come in Barbarian Invasion (storica espansione di Rome I e predecessore spirituale di questo capitolo), le difficoltà si riscontreranno solo nei primi turni di campagna; ma anche sulla carta questa interessante fazione sembra avere tutte le potenzialità per essere un’avventura spettacolare, ricca di soddisfazioni e di suspance.. ma anche di bestemmie ed imprecazioni varie. Proprio per la vastità dei possedimenti, questo decadente impero vanta più nemici che città e difendere tutti i confini sembra essere impossibile. L’economia è debole e la diplomazia sembra una promettente possibilità ma che va coltivata con pazienza e dedizione, prima che possa dare frutti. Ciò di cui però può fare grande vanto l’Impero Occidentale è l’esercito. Le truppe che si possono reclutare fin dall’inizio sono forti e ben addestrate.
  • Unni: questa è l’unica fazione a non poter mai conquistare un insediamento. Si basa interamente sulla propria natura nomade e selvaggia. Gli unni vantano ottimi arcieri a cavallo ed uno dei condottieri più potenti mai esistiti
  • Dani, Iuti e Geti: queste sono le fazioni incluse nel DLC che verrà regalato a chiunque preordini il gioco. I cosiddetti “Antenati Vichinghi”, si spartiscono equamente la loro provincia di partenza, situata in Danimarca e Svezia. Fanno delle razzie e della flotta i loro cardini ed un’invasione dell’Inghilterra sembra quasi un obbligo (o almeno secondo me…).

Mi sono dilungato anche più del dovuto, passiamo alle novità portate da questa nuova rivisitazione storica.

In primis va citata la possibilità di non avere insediamenti, di adottare uno stile di vita nomade. Questa scelta introduce la gestione delle strutture dell’accampamento, organizzando la produzione di cibo e la crescita di popolazione; di conseguenza addestrare altre truppe e formare nuove eserciti e quindi altri accampamenti. Tali strutture vengono automaticamente distrutte nel momento in cui decidiamo di stanziarci definitivamente in una terra, subendo quindi la perdita di cibo e di soldi… è una scelta difficile e va meditata parecchio prima di essere presa (ovviamente si può fare anche l’opposto, abbandonando le zone che prima occupavamo).

Collegandoci al discorso della presa delle città cito la possibilità di rinominarle a piacimento; mentre in Rome II si poteva fare unicamente con le armate, ora si può fare anche con i centri abitati.

Fanno ritorno le religioni (che saranno semplicemente una leggera modifica del fattore “cultura” di Rome II), le pestilenze (che si potranno trasmettere da amici a nemici e viceversa) e, novità decisamente più importante, sarà ora possibile radere al suolo intere provincie, danneggiandone la fertilità e cancellandone totalmente il capoluogo (questi possono essere ricostruiti da chiunque al costo di una cospicua somma di denaro).

Miglioramenti notevoli anche alla diplomazia, riportando in auge la possibilità di dare in spose le figlie (e qui fa ritorno l’albero genealogico, i governatori ed i capi fazione) o di usare le provincie come merce di scambio.

Le battaglie invece sono state arricchite di alcune chicche, specialmente quando si parla degli assedi. Più a lungo un assedio si protrarrà più la città si presenterà danneggiata nel momento dell’assalto. Sarà possibile disporre delle barricate difensive e gli offensori potranno bruciare case e strutture per diffondere la paura fra le fila nemiche. Gradita comparsa è quella dei civili in battaglia, questi usciranno dalle loro case terrorizzati e si lanceranno contro gli invasori (ovviamente senza risultati, nella stragrande maggioranza dei casi) o andranno a rifugiarsi in un luogo di culto.

Ultimo punto di cui vorrei parlare è il motore grafico. Per quanto rimanga una forma invariata di quello di Rome II, sono stati fatti grandi progressi per quanto riguarda le atmosfere, ora decisamente più tetre e adatte al contesto “apocalittico” di questo Total War; i colori sono molto più spenti, i fumi più pesanti e presenti (un po’ come Napoleon Total War), il fuoco invece brilla più che mai ed evidenzia la distruzione che porta attivamente agli scontri.

Total War Attila sembra un ritorno alle vere espansioni di anni fa… peccato che non dovrebbe esserlo. Per quanto venga ripetuto più e più volte che si tratti di un capitolo a sé stante, l’impressione che dà e che continuerà molto probabilmente a dare è quella di un’espansione, una ricca e ben riuscita espansione.

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