Altered Carbon – Nulla è reale, tutto è lecito

Altered Carbon

Esiste una categoria di serie tv che servono solo e unicamente a farti riflettere, a fornirti complessi sulla vita e sulla morte. Altered Carbon è una di queste. Dopo aver visto solo e unicamente il trailer non ho avuto una buona impressione, non mi sembrava niente di particolarmente originale, ma come si suol dire “l’apparenza inganna”.

Tratta dalla trilogia di libri di Richard Morgan (Bay city, Angeli spezzati, Il ritorno Delle furie), la serie tratta del genere umano in un futuro non troppo distante. L’uomo ha scoperto come diventare “immortale” attraverso un chip impiantato nel collo, contenente la memoria e la personalità della singola persona. Se quest’ultima venisse uccisa senza intaccare il chip, in cambio di denaro, un familiare potrebbe comprare un altro corpo, o più precisamente, una “custodia”. In campo economico la situazione non è molto differente dalla realtà, i ricchi comandano e sfruttano questo chip per vivere “in eterno”. Uno dei temi principali affrontati è appunto questo: i ricchi sono diventati divinità. Una frase in particolare mi ha colpito: “Dio è morto”. Ciò mi fa pensare immediatamente al pensiero di Nietzsche che afferma che siamo stati noi ad uccidere Dio, ad esempio a causa delle nuove tecnologie. Il filosofo tedesco aveva ragione, l’uomo ogni giorno si allontana sempre di più dalla retta via e cerca di trascendere i limiti della vita. Il ricco evolvendosi a divinità diventa quindi fautore del proprio destino e di quello degli altri. L’uomo medio invece rimane sempre succube del fato e quindi della fascia alta della società. Sarà questo il nostro futuro? L’immortalità é una cosa buona? Per me no, assolutamente no, l’uomo immortale diventerebbe pazzo, perderebbe la sua umanità, ciò che lo distingue dalle macchine e dagli animali. Ma la mia affermazione è relativa, perciò non avremo mai una risposta a questa domanda. La serie però mi dà ragione, infatti non mancano i ricconi con vizi assurdi come il maltrattare e uccidere le prostitute, segno della loro pazzia dovuta ai troppi secoli vissuti. Ma senza sproloquiare ancora procediamo con ordine.

Il protagonista è Takeshi Kovacs (Will Yun Lee), ex terrorista dal passato tormentato (tanto per cambiare). Dopo esser stato arrestato e ucciso viene risvegliato in una nuova custodia (Joel Kinnaman) col compito di risolvere un tentato omicidio ai danni di uno degli uomini più benestanti del pianeta, Laurence Bancroft (James Purefoy).

Altered Carbon

Bay city in tutta la sua oscurità

Degna di nota è la fotografia, si notano infatti inquadrature molto particolari e suggestive. Le ambientazioni sono varie, si passa infatti dalla fredda e inospitale Bay City a delle bellissime zone ricche di verde. Sinceramente ho adorato questo contrasto tra i luoghi. L’opposizione tra le due zone è cosi marcata proprio per far intendere come l’uomo abbia peggiorato la sua situazione e per citare ancora una volta Nietzsche, come abbia abbandonato totalmente l’idea del filosofo del ritorno alla natura. La città come dicevo, oltre ad essere fredda e inospitale, è la rappresentazione dei peccati dell’uomo, dalla droga alle prostitute e molto (davvero tanto) altro ancora.

Altered Carbon

Non mi dilungo a parlare della trama per evitare spoiler, sappiate solo che i colpi di scena in stile Mr Robot (recensione in arrivo prossimamente) non mancheranno.

Una serie che consiglio? Assolutamente sì, vi terrà attaccati allo schermo con una voglia matta di sapere la verità. Quindi ennesimo chapeau al sommo Netflix per aver prodotto l’ennesima perla.

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Valerio

Salve a tutti sono Valerio, appassionato di serie TV e sempre alla ricerca di qualcosa di nuovo 🙂