A Beautiful Mind: quanto può essere difficile la vita di un genio?

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Buona sera a tutti! Oggi desidero recensirvi una piccola perla della cinematografia del XXI secolo. Il suddetto film è “A Beautiful Mind” (2001) diretto da Ron Howard e interpretato da un singolare Russell Crowe. Il film rievoca la vita del matematico e vincitore del premio Nobel nel 1994 John Nash. Il film è ispirato al romanzo di Sylvia Nasar “Il genio dei numeri” (1998). Ma vediamo in breve la trama:

1947. John Nash (Russell Crowe) è un giovane matematico che, grazie ad una borsa di studio, è entrato all’università di Princeton. Egli è un genio nel suo campo e tutti conoscono le sue doti ma John non sembra riuscire a concretizzare le sue idee, aspirazioni e desideri di scoperte nel campo della matematica. Tiene un atteggiamento restio nei confronti dei compagni e non vuole frequentare le lezioni che, secondo lui, inibiscono la fantasia. John ha un solo amico, Charles (Pul Bettany): uno studente brioso, festaiolo e spensierato. Gli scarsi successi scolastici potrebbero mettere in crisi i suoi interi studi se non fosse che, una sera, in un bar con i suoi compagni di università, John sviluppa la prima “bozza” della scoperta della “teoria dei giochi” che gli farà vincere anni più tardi il Nobel per l’economia. La sua teoria, secondo la quale un gruppo funziona se ogni componente del gruppo fa ciò che è meglio per se stesso ed anche per il gruppo, mette profondamente in discussione le teorie economiche di Adam Smith che guidavano l’economia dei più importanti paesi da più di 150 anni. Su questa idea elaborerà la sua tesi che gli farà avere posti di grande rilevanza come matematico collaborando anche con il Pentagono durante gli anni in cui infuria la Guerra Fredda. Una sera incontra un agente del governo, William Parcher (Ed Harris), che affida a John l’incarico di decifrare codici da quotidiani, periodici e altri mezzi di comunicazione che potrebbero sventare un attacco sovietico con la bomba a idrogeno. John diventa una specie di agente segreto per il governo ed inizia il suo lavoro di decifrazione e consegna dei codici. Dopo poco inizia a frequentare Alicia (Jennifer Connelly), una sua studentessa, che diventerà sua moglie. Dopo anni i sui incarichi segreti aumentano ed anche la paura di potersi trovare in situazioni pericolose o, nel peggiore dei casi, essere catturato dai russi. Ma qualcosa non quadra ed anzi iniziano a manifestarsi evidentemente i primi segni di una grave malattia.

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Questo film è scandito in due tempi. Il primo che narra i successi universitari, l’incontro con la moglie e la convocazione nell’operazione segreta. Il secondo racconta i problemi e lo stress che l’incarico procura, le difficoltà del matrimonio e della malattia e la vincita del Premio Nobel. Non è una spy-story, non è un film sulla matematica, è una biografia e precisamente la rievocazione di una storia di vittorie e sconfitte e di una lotta continua per fronteggiare le difficoltà di un disagio che mette in difficoltà la vita del matematico e della sua famiglia.

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Niente è imperfetto in questo film, niente è scontato. Avviene tutto per una ragione ben precisa che verrà spiegata al massimo durante la narrazione. Ovviamente passano alcuni momenti che sono più lenti di altri, come al solito. Ovviamente è un film e talvolta è un po’ romanzato tanto che sono stati indicati alcuni punti incoerenti con la storia originale. Nel complesso la trama è molto fedele ai fatti successi. Dal punto di vista tecnico niente lascia a desiderare perché, suvvia, è sempre un film di Ron Howard! La recitazione di Crowe è a dir poco magistrale ma anche gli attori secondari, da Harris alla Connelly sono fantastici. Tutta la vita del matematico è perfettamente scandita dalla musica di James Horner che cambia tono a seconda del momento, dal drammatico al più tranquillo. L’intento del film non è solo quello di narrare la vita del matematico ma soprattutto analizzare i dettagli e le difficoltà della malattia dello stesso.

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Citazione: In prima elementare la maestra mi ha detto che ero nato con due porzioni di cervello e solo mezza porzione di cuore. (John Nash)

Se ti è piaciuto questo film guarda anche “La teoria del tutto” di James Marsh (2014) .

http://www.verynerdpeople.it/la-teoria-del-tutto-quando-genioamore-e-malattia-si-incontrano/

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