Assassin's Creed Film Vs Gioco

Assassin’s Creed – Confronto tra film e gioco

Assassin's Creed Film Vs Gioco
Assassin’s Creed il film, omonimo del gioco da cui è ispirato, è nelle sale da ormai una settimana e il paragone tra la versione cinematografica e quella ludica era inevitabile.

***L’ARTICOLO CONTIENE SPOILER SUL FILM PER CHI NON HA MAI GIOCATO AD ASSASSIN’S CREED***

Il film è strutturato come i videogiochi, con una trama portata avanti su due linee temporali diverse.
Una nell’Andalusia del 1492 durante l’inquisizione spagnola dove Aguilar De Nerha, un assassino della confraternita combatte per proteggere la Mela dell’Eden dai templari. L’altra si svolge nel presente ed è incentrata sulla vita di Callum Lynch, inconsapevole discendente di Aguilar.
Il periodo storico è quello di Ezio Auditore (all’epoca 33enne) ma non ci sono riferimenti diretti all’assassino fiorentino, il più amato tra i personaggi del franchise. 
La Confraternita degli Assassini, escluso il colore delle vesti, è identica a quella del gioco. Lo spirito guida dell’aquila è presente così come il rituale dell’amputazione dell’anulare e l’utilizzo della lama celata, l’arma più caratteristica degli assassini. Il giuramento che i giocatori ben conoscono non poteva mancare:

Quando gli altri seguono ciecamente la verità, ricorda: nulla è reale.
Quando gli altri si piegano alla morale e alle leggi, ricorda: tutto è lecito.
Agiamo nell’ombra per servire la luce. Siamo Assassini.

Il protagonista Callum Lynch e il suo antenato Aguilar De Nerha sono personaggi originali fin’ora mai apparsi o anche solo menzionati nella famosa saga Ubisoft. Aguilar è molto simile alle sue controparti più famose, lo stile di combattimento con spada, coltelli da lancio e doppia lama celata, è rapido e letale come nel gioco. Nemmeno durante le rocambolesche fughe la versione cinematografica perde terreno nei confronti di quella interattiva, le acrobazie e i movimenti sono quelli a cui siamo abituati, impossibili e soltanto a portata di un acrobata circense o un abile parkourista.

Callum invece è molto differente da Desmond, di almeno una ventina d’anni più vecchio e anche più tormentato, ha un temperamento aggressivo, tanto che lo troviamo in cella nel braccio della morte. La differenza forse più importante tra i due e che Cal non sa nulla della guerra tra la confraternita e l’ordine templare.

L’Abstergo del film, così come nel gioco, è una compagnia multinazionale controllata dall’ordine templare. Alan Rikkin (Jeremy Irons), l’amministratore delegato dell’Abstergo, è l’unico personaggio del film ad essere presente anche nel gioco, infatti nel primo capitolo della saga possiamo leggere le sue email inviate al computer del Dr. Vidic, personaggio non presente nel film.
Diversamente dal gioco, Alan ha una figlia, Sophia Rikkin (Marion Cotillard) che ricopre il ruolo del Dr. Warren Vidic come inventrice dell’Animus e ricorda vagamente, per via del rapporto iniziale con il soggetto, l’assistente del dottore, Lucy Stillman anch’essa assente nel film.

L’Animus è probabilmente la differenza più sostanziale tra le due versioni, nel film oltre ad avere un collegamento neuronale, ha anche un sistema di laser che riproduce i ricordi dei soggetti tramite ologrammi, permettendo di assistere alle reminescienze a chiunque sia presente nella stanza.
Un braccio meccanico sostiene i soggetti dando la possibilità di compiere tutti i movimenti rivissuti attraverso i ricordi dell’antenato, questo metodo seppur più intricato e meno elegante del sarcofago hi-tech visto nel primo AC giustifica meglio l’apprendimento delle abilità fisiche. Le allucinazioni, uditive e visive dovute al processo di osmosi non fanno altro che accellerare la sincronizzazione dei soggetti. Mi riferisco a soggetti, perchè l’Abstergo cinematografica ha rintracciato molti discendenti di assassini per essere sottoposti all’Animus, di rilievo tra questi c’è Moussa, discendente di Baptiste, un assassino caraibico apparso in Assassins’s Creed III: Liberation.

In conclusione, Assassin’s Creed il film contiene sì qualche differenza dal gioco, ma niente che rovini l’immaginario dei fan, i pochi cambiamenti apportati rendono la storia più realistica e originale, distaccandosi di poco da quella ben conosciuta del gioco che ha venduto 76 milioni di copie nel mondo.

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Conraf

Osservatore, lettore e aspirante scrittore.